
Finita l'estenuante semifinale contro Djokovic durata quasi 5 ore, Andy Murray è stato sorpreso da un controllo anti-doping all'una del mattino. Queste le sue parole: "E' noioso. Secondo me bisognerebbe cambiare il regolamento per questi controlli: ho dovuto fare il test delle urine, poi mi è stato chiesto di restare seduto per 30 minuti e fornire un campione del sangue. Io volevo andare a casa e in più avevo perso la partita, è davvero frustante avere certi vincoli all'una del mattino".
In realtà non è la prima volta che Murray critica i controlli ufficiali antidoping.
Durante l'US Open 2009, se l'è molto presa per quel controllo antidoping alle 7:15 del mattino di un giorno in cui non avrebbe giocato. Poi ha aggiunto che 3 giorni prima dell'inizio di Wimbledon di quell'anno, gli ufficiali dell'antidoping si sono presentati a casa sua a Surrey, dopo le nove di sera.












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