Anabolandia: nella rete anche una campionessa di atletica leggera

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Nel mirino dell'inchiesta "Anabolandia" dei Nas di Bologna è finita anche Maria Vittoria Fontanesi, vincitrice del titolo italiano nei 1.500 nel 2008.
Il sistema smascherato per alterare in maniera fraudolenta le prestazioni agonistiche degli atleti è arrivato a influenzare partite decisive di serie B, ma pure gare di atletica.
Un medico, un dirigente e due informatori di una casa farmaceutica sono ai domiciliari con l'accusa di doping, mentre un infermiere è sottoposto a obbligo di firma. Gli indagati sono 54.
Accuse pesanti quelle mosse all'organizzazione, definita"un'associazione per delinquere finalizzata a favorire la prescrizione, l'approvvigionamento e l'assunzione di farmaci dopanti". In tutto sono più di 500 le confezioni di farmaci sequestrate.
Tra i destinatari delle misure un medico sportivo di Rimini, che prescriveva e procacciava doping a professionisti ma non solo, maggiorenni e minorenni, calciatori, tennisti, cestisti, ciclisti, pattinatori, podisti e atleti di triathlon.

Vi sono anche tre dirigenti e informatori scientifici di una nota azienda farmaceutica lombarda, che assicuravano la fornitura dei farmaci dopanti a un prezzo scontato e la consegna agli assuntori di una speciale strumentazione necessaria per la somministrazione. Secondo le indagini, complici del sistema preparatori atletici e anche genitori di atleti minorenni. L'operazione è durata un anno e mezzo ieri mattina 250 militari hanno compiuto 65 perquisizioni in 17 province italiane di 6 regioni differenti.
Nei guai ora ci sarebbe anche un’atleta reggiana: Maria Vittoria Fontanesi, tesserata attualmente per il Cus Parma.

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